SPETTACOLI
GISELE VIENNE - JERK, assolo per una marionetta
Da un racconto di Dennis Cooper
Ideazione e messa in scena: Gisèle Vienne
Drammaturgia: Dennis Cooper
Creato in collaborazione e interpretato da: Jonathan Capdevielle
Marionette: Gisèle Vienne e Dorothéa Vienne Pollak
Musica originale : Peter Rehberg e El Mundo Frio di Corrupted Luci: Patrick Riou
Voci registrate : Catherine Robbe-Grillet e Serge Ramon
Ideazione costumi: Stephen O’Malley e Jean-Luc Verna Trucco: J.L. Verna e Rebecca Flores
Confection des costumes: Dorothéa Vienne Pollak, Marino Marchand e Babeth Martin
Formazione per la ventriloquia: Michel Dejeneffe
Traduzione del testo dall’americano all’italiano: Stefano Tummolini
Traduzione del testo dall’americano al francese: Emmelene Landon
Direzione tecnica: Nicolas Minssen Durata: 55’ minuti
Coproduzione: Le Quartz - Scène nationale de Brest, Centre Chorégraphique National di Franche-Comté a Belfort nell’ambito dell’accueil-studio e Centro Parraga –Murcia.
Con il sostegno di: Ménagerie de Verre nell’ambito di Studiolab
Con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati per il progetto La Francia si muove
Jerk è una ricostruzione immaginaria, terribile, poetica, divertenete ed oscura dei crimini perpetrati dal serial killer americano Dean Corll, che, con l’aiuto di due adolescenti, David Brooks e Wayne Henley, uccise più di una ventina di ragazzi nello stato del Texas intorno alla metà degli anni ’70.
David Brooks sconta una pena all’ergastolo. In prigione apprende l’arte della marionetta, che gli permette in qualche modo di affrontare le sue responsabilità. Scrive una pièce che ricostruisce gli omicidi di Dean Corll, utilizzando marionette per interpretare tutti i ruoli. Presenta il suo spettacolo in prigione per una classe di studenti della facoltà di Psicologia di una università locale. La crudeltà e l’umorismo del testo costringono ad una rappresentazione in cui il fulgore della violenza traspare.
La forma del teatro delle marionette a guanto è stata d'altronde concepita tradizionalmente per l’interpretazione di soggetti violenti e trasgressivi. In effetti Jerk mescola senza complessi sessualità e violenza con un registro degno dell’estetica dell’efferatezza, iscrivendosi, in tal senso, nella linea tipica dei testi interpretati dal repertorio della marionetta. Il testo è messo in scena sotto forma di un solo per marionettista, che egualmente incarna questo ruolo e quello dell’imbonitore. Il realismo apparente della pièce deriva, oltre che dalla linearità della narrazione, dal fatto che si basa su una vicenda realmente accaduta, e che marionettista ed imbonitore sono interpretati senza distanza alcuna rispetto a chi potrebbe essere il personaggio di David Brooks.
Tuttavia la storia appare al limite dell’irreale.
Jerk, s’iscrive come una sintesi delle tre pièces realizzate in collaborazione con lo scrittore americano Dennis Cooper, I Apologize (2004), Une belle enfant blonde (2005) e Kindertotenlieder (2007). In esse, i legami tra fantasmi e realtà sono senza tregua re-interrogati e la nostra percezione del reale, dunque, costantemente spiazzata. Jerk, più realista dei precedenti, testimonia attraverso una narrazone coerente e lineare, della credibilità che questo tipo di forma induce in maniera incontestabile.
E’ anzitutto una passione per le bambole, le maschere e altri oggetti antropomorfi che mi ha condotto dalla filosofia e dalle arti plastiche all’arte della marionetta. Ho voluto interrogare i significati che possono avere dei corpi artificiali in scena. La bambola materializza un antagonismo drammatico, quello di un corpo che vincola l’erotismo e la morte. Incarnata, ella può ben evocare l’assenza, la mancanza, come il fantasma disincarnato. E’ uno statuto intermediario tra il corpo reale e l’altro, immaginato, semplice oggetto e non meno prodigioso trampolino per i fantasmi.
Gisele Vienne è nata nel 1976, vive e lavora a Grenoble e a Parigi. Ha studiato filosofia ed è poi entrata all’Ecole Supérieure Nationale des Arts de la Marionette dal 1996 al 1999. E’ coreografa, regista, interprete e scultrice. Ha coreografato e messo in scena, in collaborazione con Etienne Bideau-Rey gli spettacoli Splendid’s di Jean Genet (2000), ShowRoomDummies (2001), Stéréotypie (2003) e Tranen Veinzen (2004).
Dal 2004 ha coreografato e messo in scena I Apologize (2004), Une belle enfant blonde / A young, beautiful girl (2005), Kindertotenlieder (2007) e Jerk, realizzandone anche un radiodramma nell’ambito dell’ atelier di creazione radiofonica di France Culture (2007). Ha diretto in collaborazione con Etienne Bideau-Rey due riviste: Corps/Objet e Sur le rapport du corps au corps artificiel edite dal Centre Chorégraphique National de Grenoble. La sua ultima produzione Eternelle Idole, ha debuttato nel febbraio 2009 al Festival Antipodes di Brest.
Dennis Cooper nasce nel 1953 negli Stati Uniti, vive e lavora a Los Angeles, dopo gli studi universitari parte per Amsterdam per poi tornare stabilmente in California. Critico d’arte, poeta e scrittore è anche l’autore dei testi di I Apologize e Jerk e, in collaborazione con Catherine Robbe-Grillet, di Une belle enfant blonde / A young beautiful girl.
Jonathan Capdevielle è nato nel 1976 a Tarbes in France e vive a Parigi. Dopo i suoi studi di teatro a Tarbes tra il 1993 et il 1996, entra all’Ecole Supérieure Nationale des Arts de la Marionnette. Dal 2000 collabora stabilmente con Gisèle Vienne a diversi spettacoli tra cui: I Apologize(2004), Une belle enfant blonde / A young,beautiful blonde girl (2005), Kindertotenlieder (2007) et Jerk (2008). Nel settembre 2006, crea con Guillaume Marie We are accidents waiting to happen al Palais de Tokyo. Nell’agosto 2007, presenta in anteprima una performance-tour di canto intitolata Jonathan Covering al Festival Tanz im August di Berlino.


