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ESPZ - ISSUE n°1
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È un viaggio tra visioni di grande fascino questa edizione di Danae Festival, che porta in scena significativamente diversissimi percorsi di ricerca il cui comune denominatore è l’ormai indissolubile legame ed intreccio tra le arti e il teatro nella sua più ampia accezione.
Un calendario straordinariamente ricco, nel quale si incrociano progetti che costruiscono veri e propri scenari: urbani, corporei, virtuali, in un continuo “trasloco” della visione. Torna anche a farsi urgente la dimensione testuale tanto quanto quella corporea, alla ricerca di una relazione inedita e organica tra gesto e parola.
Compagnie già affermate che nel tempo hanno continuato a porre l’accento su una ricerca rigorosa, coerente e spalancata al rischio, come Motus e MK, affiancano artisti delle ultime generazioni come Santasangre e Giovannini/Cardini, offrendo un ampio e raffinato panorama dell’innovazione italiana. Ancora più estesa quest’anno la sezione internazionale, tutta al femminile, con una costellazione di artiste spiazzanti e dirompenti, che ben rappresentano lo spirito di Danae. Dalla Francia due diverse generazioni si affacciano al Festival che apre con la straordinaria Caterina Sagna e ospita l’ultima inquietante produzione di Gisèle Vienne. Viene da Lisbona invece Cláudia Dias, una delle più interessanti coreografe della scena portoghese, a cui dedichiamo una personale. Dalla sempre movimentata Berlino arriva Antonia Baehr con un rigoroso e esilarante spettacolo sul ridere. Ed infine Maria Jerez, dalla Spagna, facendo uso di tecniche teatrali e cinematografiche, propone una performance che “inganna” lo sguardo.
E ancora, una nuova progettualità. Dopo aver festeggiato il nostro decimo anniversario, questa undicesima edizione ci appariva come una sorta di anno zero. Felici del traguardo conseguito, che ci ha spinto anche alla realizzazione del progetto editoriale Anatomie di un corpo scenico, sentivamo il bisogno di una svolta, di un accadimento che aprisse a nuove possibilità e nuove sfide. Ed ecco, nell’ottobre 2008 nasce l’atelier LACHESILAB, che oltre a rappresentare il nostro spazio creativo si apre alla città con Ares, progetto di residenza e produzione per due compagnie milanesi: Espz e Giorgia Maretta, che realizzano appositamente per il Festival due spettacoli e una performance urbana. Insomma, se da una parte Danae insiste con le proprie “ossessioni” e le approfondisce, dall’altra apre nuove porte per affacciarsi a diversi ed inediti incontri.
La vetrina è scintillante.
Rifatevi gli occhi, ce n’è bisogno!
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